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 Comune di Lavello
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Cenni Storici
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Il territorio lavellese è caratterizzato da svariate testimonianze archeologiche. E fin dal Neolitico esistono insediamenti storici di rilievo. Ma l’epoca della civiltà dauna trova in Forentum una comunità di prestigio e splendore. Infatti contrada Gravetta e tutta l’area nei pressi dell’attuale cimitero di Lavello costituiscono quel nucleo archeologico tanto importante dove sono state rinvenute strade, edifici pubblici e privati, case, tempio e tombe. In sostanza un tessuto urbano che solo con la deduzione della colonia di Venusia nel 219 a. C. da parte dei Romani perde il suo ruolo preminente in una zona di vedetta tra le odierne Basilicata, Campania e Puglia. » Leggi...
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Manifestazioni
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Tra le manifestazioni civili e religiose più significative lavellesi ricordiamo il Carnevale tipico con festini (luoghi di ritrovo e di ballo) e talune processioni. Dal 17 gennaio parte l’evento del Carnevale e Lavello vanta una sua esclusiva maschera: il domino. Il 19 marzo si consumano i fuochi con falò per San Giuseppe. L’ultimo fine settimana di aprile i lavellesi in massa a piedi vanno in pellegrinaggio al Santuario della Madonna dell’Incoronata vicino Foggia. Il 2 maggio si celebra la festività civile e religiosa del Santo patrono San Mauro. Tra maggio e luglio si svolgono gli avvenimenti legati alla festa dell’agricoltura e alla mietitura e trebbiatura. » Leggi...
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Dal medioevo ad oggi
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In età medievale la comunità diventa feudo dei Normanni, Arnolino ed Unfredo costruiscono il primo nucleo della domus feudalis lavellese, poi ampliata da Federico II di Svevia ed in seguito infeudata dagli Angioini, dal principe Raimondo Del Balzo Orsini, da Angelo Tartaglia e dagli Aragonesi. Il nucleo abitato denominato Lavello (dall’etimo Labellum-labrum, cioè abbeveratoio) si espande soprattutto sul promontorio del Pescarello (in dialetto pisc, cioè pietra). Agli inizi del 1500 Lavello passa al conte Marino Caracciolo. Successivamente i marchesi Del Tufo diventano proprietari e nella prima metà del ‘600 Signore di Lavello è Giuseppe Caracciolo che a sua volta nel 1639 vende al Principe Marzio Pignatelli la realtà lavellese. » Leggi...
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Gastronomia
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La cultura agricola e sincera di questo territorio offre prodotti tipici al servizio della gastronomia locale. La cerealicoltura offre infatti attraverso il grano soprattutto la possibilità di ottenere farina per realizzare pane e pasta fatta in casa. Le olive sono un altro prodotto semplice ed essenziale per essere consumato oppure essere trasformato in olio (condimento di dieta mediterranea). Il vino poi accompagna tante pietanze e banchetti poveri e riccamente conviviali. Vari tipi di ortaggi e frutta inoltre sono il corollario di tavole per colazioni, pranzi e cene. Ad esempio l’acquasale, costituita da pomodori, cetrioli, olio, aceto accompagnato da pane, è la pietanza per tutti i contadini che si recavano al lavoro per diverse ore della giornata. » Leggi...
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Le Chiese
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Lavello è stata sede vescovile fin dall’anno 1060 con il vescovo Vincenzo e la cronologia vescovile termina con Gennaro Fortunato. La sede lavellese viene soppressa nel 1818 dopo che si sono succeduti in totale 65 vescovi. La chiesa collegiata è dedicata al santo patrono San Mauro Martire e si trova a fianco della domus feudalis (attuale Municipio). Anticamente era dedicata alla Madonna dell’Assunta. La chiesa di San Mauro è ad unica navata con delle cappelle su entrambi i lati. Al suo interno vi sono reliquie di Santi, sculture, stucchi e quadri di buona fattura artistica. La chiesa di San Giovanni, una delle più antiche di Lavello si trova nel centro storico e oramai inagibile e su di essa esiste lo ius patronatus della famiglia Ricci d’Elia. » Leggi...
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Le Fontane
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Il territorio di Lavello è contraddistinto da numerose sorgenti che in molti casi sono convogliate in fontane. Molte di esse servivano sia alle esigenze umane che a quelle degli animali, con i relativi abbeveratoi. Tra quelle più famose c’è la “fontana dell’orso”, collegata ad una leggenda: chi beveva la sua acqua, specialmente le donne, si sposava a Lavello. Questa fontana era dotata di un imponente lavatoio a cielo aperto dove ci si recava anche per lavare i panni. Questo avveniva anche per la “fontana nuova”, una tra le strutture più imponenti ed importanti, costruita con archi sormontati da un timpano. Questa fontana era un lavatoio coperto. » Leggi...
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 La vocazione agricola e pastorale del territorio lavellese ha fatto sì che si costruissero molte masserie, e che esse venissero ad essere poste come presidio per stabilire le proprietà terriere ed i luoghi di svernamento delle greggi, oggetto anche della transumanza. Il latifondismo agricolo è sintomo della presenza di grandi proprietari terrieri. Costoro a volte danno il nome alla masseria a cui fanno capo migliaia di ettari di terreno. Si pensi per esempio alla masseria Ginistrelli, famosa per l’allevamento di cavalli che, fra fine Ottocento ed inizi Novecento, il senatore Edoardo Ginistrelli curava. Vanno anche ricordate la masseria Aquilecchia,la masseria Viggiani. » Leggi...
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 I monumenti più caratteristici della città sono rappresentati anche dalle chiese e dai conventi. La chiesa di Sant’Antonio, con annesso convento attivo già verso il 1500, ospitava un tempo i frati francescani del sottordine degli Zoccolanti. Questa chiesa è un complesso architettonico notevole al centro della cittadina. Dentro di essa c’è un affresco da restaurare che raffigura un Ultima cena. Anche la chiesa di Sant’Anna del XVI secolo con relativo convento dei frati Cappuccini è importante. Varie tele sono presenti in questa chiesa tra cui un’Annunciazione dei fratelli Stabile della fine del 500. La chiesa del Carmine, nel centro storico, fu fatta costruire dal filantropo Domenico Manzi tra 1600 e 1700. Essa era una struttura al servizio di un più grande xenodoco adibito ad accogliere viandanti, diseredati, poveri, bisognosi ed ammalati. » Leggi...
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 I personaggi illustri e famosi sono stati numerosi, ognuno di loro si è distinto in ambiti diversi. Tra gli uomini più coraggiosi, tra i combattenti e militari, possiamo citare uno dei più rinomati capitani di ventura italiani, in certo Angelo Tartaglia, vissuto tra la fine del 1300 e gli inizi del 1400. Egli era il figlio del principe di Taranto “Raimondo Del Balzo Orsini”, e fu anche “Signore di Lavello” e “conte di Toscanella”. Ricordiamo inoltre Rainaldo da Lavello, che partecipò ai Vespri Siciliani, e Domenico Barci, il capitano della Guardia Nazionale che contrastò il fenomeno del brigantaggio. NON possiamo tralasciare i carabinieri Francesco Finiguerra (generale dei primi del ‘900) e Savino Possidente (eroe durante la guerra d’Africa nel 1940). » Leggi...
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