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Altamura

Storia millenaria, passato illustre. Questa è Altamura, Leonessa di Puglia, città fiera e ribelle, bella e nobile per storia e cultura. Le origini sono avvolte nel mistero di diverse leggende. Il nome ricorda la regina dei greci Mirmidoni, Altea che avrebbe fondato la città intorno al 2630 a.C., così come è riportato sul traversone della porta d’ingresso della Chiesa di San Lorenzo e nel passato il nome Altilia, fiorente città dell’antica Peuncezia, come riporta lo stemma della città. Numerose campagne di scavo hanno portato alla luce insediamenti che vanno dal Neolitico al periodo Pre-Romano, fino a Federico II di Svevia.
La presenza dell’uomo in questo territorio è, infatti, antichissima, come dimostra il ritrovamento dei resti del cosiddetto “Uomo di Altamura”, avvenuto ad opera del C.A.R.S. (Centro Altamurano Ricerche Speleologiche), il 07 Ottobre 1993. Si tratta di una scoperta di rilevanza mondiale perché riguarda gli unici resti di scheletro umano intero del Paleolitico. La scoperta dell'ominide nella grotta di Lamalunga è riconducibile ad un maschio adulto di 160-165 centimetri. E' integro nella struttura scheletrica ed è in ottimo stato di conservazione. Sul suo cranio sono presenti sia i tratti arcaici che quelle trasformazioni morfologiche, stabilizzatesi nei neandertaliani, che consentono di collocarlo nel gruppo di fossili del Pleistocene Medio europeo, tra le forme di Homo Erectus (400 mila anni) e le forme di Homo di Neanderthal (85 mila anni), in una fase di passaggio stimata intorno a 250 mila anni fa. Inoltre, a soli quattro chilometri dal centro abitato, sulla via per Santeramo, in una cava situata in località Pontrelli, sono state rinvenute orme di dinosauri fossilizzate in una massa calcarea. Si tratta di decine di migliaia di impronte di dimensioni variabili appartenenti ad almeno 5 diverse specie di Dinosauri sia erbivori che carnivori. Le impronte fossili, vale a dire le piste di spostamento lasciate dagli animali e conservate nei sedimenti della crosta terrestre, possono aiutare a dedurre l'andatura e le caratteristiche comportamentali di una data specie. Le orme, opportunamente interpretate, ci aiutano a capire ad esempio se gli animali che le hanno lasciate vivevano in branco o se erano solitari e come curavano la prole. Tracce fossili del genere ce ne sono in tutto il mondo, ma l’eccellente qualità dello stato di conservazione, il numero elevato e l'altissima biodiversità rendono il sito di Altamura unico al mondo. La scoperta è assolutamente straordinaria non solo per la quantità e la qualità delle impronte, ma anche perchè potrebbe essere modificata la paleogeografia del Cretacico dell'area Mediterranea. Le poderose mura megalitiche, da qui alta-mura, furono elevate cinquecento anni prima di Cristo. Nel corso dei secoli la città conosce Saraceni, Franchi ed, infine, nel 1232, l’Imperatore di Svevia, Federico II. Devoto verso la Madonna fa costruire in Suo onore una splendida Cattedrale, una delle quattro Basiliche Imperiali Pugliesi. La città rinasce anche perché l’Imperatore dichiara Altamura città libera, dipendente solo dal re. Accorsero allora molte genti, compresi greci, arabi ed ebrei, che andarono ad abitare i quartieri dell'antico borgo medievale, caratterizzato da stradicciole e claustri, tipiche piazzette chiuse, luogo di incontro di famiglie o gruppi etnici: greci, mori e giudei. Claustro significa, infatti, luogo chiuso e se ne contano ancora oggi oltre 80 tra i quali ricordiamo il claustro della Giudecca e il claustro Cionco. Ne esistono di due tipi: quello a stile greco, con slargo tondeggiante con al centro solitamente un pozzo, e quello a stile arabo, come una piccola strada, stretta, con in fondo il pozzo per la raccolta delle acque piovane. Il claustro garantiva il vivere in comunità della gente, ma anche la difesa perché, essendo a vicolo cieco, poteva essere una trappola per gli assalitori, dove poter tendere insidie: sassi, olio o acqua bollente. Ogni comunità aveva, inoltre, il suo spazio religioso. Ad esempio i greci-ortodossi fecero costruire la chiesa di San Nicolò, chiamata appunto dei Greci, sul cui portale furono riprodotte, nel 1576, scene dell'Antico e del Nuovo Testamento, oggi in gran parte ritoccate o sostituite, come il rosone centrale. Sul feudo di Altamura si alternano signorotti e baroni. Poi le sorti della città furono affidate agli Orsini del Balzo, principi di Taranto, che elevarono chiese e conventi nel centro storico. Nel 1463, lo stemma comunale fu sormontato dalla corona, per espressa concessione dell'imperatore Ferdinando I d'Aragona. Nel 1531 i cittadini fieri e indipendenti riscattarono la città pagando ben 20.000 ducati rendendola libera, con la sua autonomia municipale. Altamura fu dote di matrimonio di Margherita d'Austria, figlia dell'imperatore Carlo V d'Asburgo. La città, tra '500 e '700, cresce con chiese e palazzi. Presso Porta Matera vi è la Chiesa di San Francesco da Paola con l'annesso Monastero di Santa Maria del Soccorso. Su piazza Zanardelli si affaccia l'elegante Chiesa e Convento di San Domenico, oggi sede dell'Archivio, Biblioteca e Museo Civico. All'interno della chiesa, dipinti e altari annunciano l'arte barocca: pregevole il pavimento, in maiolica, del 1750. Poco fuori la città vi è il Santuario della Madonna del Buocammino. Come da sotto ad un arco, appare la cinquecentesca Chiesa di San Michele Arcangelo, dedicata al Suffragio delle Anime del Purgatorio. Tra i palazzi, il più antico, è il cinquecentesco Palazzo De Angelis-Viti, addirittura dimora degli Orsini Del Balzo. Più volte rimaneggiato, si eleva su tre piani: sontuoso ed austero il portale, elegante il loggiato su cui si apre Porta Bari. Altri palazzi, come Baldassarre, Martini, Cagnazzi, Filo, Sabini, Melodia, testimoniano le nobili famiglie di Altamura. La cultura degli altamurani fu premiata nel 1748 da Carlo III di Borbone che istituì, in città, l'Università degli Studi, dove insegnarono professori di chiara fama. Nel 1799 fu piantato l'Albero della Libertà con i simboli della rivoluzione francese e fu proclamata la repubblica ma il sogno di libertà durò pochi giorni perché giunsero immediatamente le truppe della Santafede, guidate dal cardinale Fabrizio Ruffo, in assedio della città. Altamura cercò di resistere con ogni mezzo e con soli tre cannoni: ma fu tutto inutile. Il 10 maggio dello stesso anno, l'esercito filoborbonico entrò in città, saccheggiandola. Per il coraggio dimostrato e la fierezza ribelle dei suoi cittadini, Altamura venne soprannominata la Leonessa di Puglia. Palazzo Viti ospitò dal 1808 al 1817, la Corte d'Appello di Terra di Bari, Basilicata e Terra d'Otranto, concessa da Gioacchino Murat per il tributo di fede e di sangue del 1799. Lo spirito rivoluzionario si fece sentire anche nel Risorgimento tanto da fare di Altamura, la sede del Comitato Insurrezionale Barese e, dopo l'Unità del 1860, fu la sede del primo Governo Provvisorio per la Puglia. Il resto della storia è altrettanto gloriosa, dal Novecento fino ai nostri giorni.


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