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Altamura

La nostra visita parte da Piazza Unità d'Italia di fronte a Porta Bari, con il Palazzo Viti-De Angelis (XVI-XVIII sec.). Terminato il periodo federiciano, Altamura non fu più Città Demaniale, come aveva stabilito Federico II. Cessato il periodo demaniale, già nel 1271 Altamura fu assegnata in feudo a Ludovico di Bellojoco e in seguito, nel 1293, a Sparano da Bari, investiti da Carlo I D'Angiò che violò il diritto di regia demanialità.
Secondo un’ipotesi, agli inizi del XV secolo, la famiglia Del Balzo iniziò i lavori di costruzione del Palazzo. E’, però, dello storico locale Vicenti l'ipotesi secondo cui l'edificazione risalga all'epoca di fondazione della città ad opera di Federico. Di sicuro, lo storico esclude che la costruzione sia opera dei De Balzo. Ad oggi non sono emersi documenti certi che possono provare ed attribuire con certezza la paternità originale. Il monumento ha subito, nel corso dei tempi, tali modificazioni con il tessuto urbano circostante, da rendere la lettura delle sue vicende oltremodo difficile ed incerta. Altri storici, tra cui il Berloco, sembrano introdurre anche la famiglia De Angelis fra i probabili autori originari del Palazzo. L'unica affermazione che si può fare è che l'origine sia dell'inizio del XV secolo. Dalla Piazza, dirigendosi verso nord, troviamo il lungo rettilineo di Viale Regina Margherita, a metà percorso, verso destra si possono osservare i resti delle Mura Megalitiche (V sec. a.C.), che si estendono per circa 4 km., dove sono state trovate tombe e resti di una Porta detta Aurea o Alba. Guardando a sinistra, a centro metri, si trova la Chiesa di San Michele alle Grotte con affreschi del XIV secolo. Dalla parte opposta della piazza, superando Porta Bari, incorporata nell'antico Palazzo del Balzo, si entra nella città vecchia seguendo il Corso Federico II di Svevia, l'arteria principale della città. Subito a destra, imbocchiamo Vico Mercadante e Piazza Repubblica, attraverso la quale, sempre a destra, si accede al Palazzo Municipale, costruito nel 1860 e completato nel 1911. Sulla facciata sono state apposte due lapidi di cui una per ricordare che Altamura è stata la prima città della provincia a proclamare decaduta la dinastia borbonica. Salendo a sinistra, si trovano la Chiesa di San Biagio, anticamente Chiesa ipogea con rito greco. Nei pressi ammiriamo la Chiesa di San Nicola dei Greci che si eleva, quasi in orgogliosa contrapposizione, a poche decine di metri dalla Cattedrale, di cui ricalca, tra l'altro, forma architettonica e decorazione scultorea del portale. La Chiesa fu costruita, in forme romaniche, nella prima metà del XIII secolo con uno schema semplice ma efficace, secondo quanto lasciano intravedere il suo "restauro" ed il rifacimento avvenuti invece nella seconda metà del XVI secolo e, come attesta anche la data incisa al culmine del portale maggiore (1576). Facciata, rosone e portale, pur modificati, conservano il carattere arcaico medievale.All’interno, particolarmente pregevole, è l'altare di San Nicola con statua del Santo e altorilievi raffiguranti scene dei Suoi miracoli come sul soffitto a cassettoni. Inoltre, il portale maggiore riprende scene del Nuovo e Vecchio Testamento con 45 formelle scolpite, nel 1576, da Nicola de Gesa, noto artigiano locale. La Chiesa di San Nicola si inserisce nel "quartiere dei greci" densamente popolato, entro cui sono costruiti anche altri edifici religiosi di rito greco, fra i quali sono da ricordare la Chiesa di San Giovanni Battista, costruita da Giovanni da Cutrofiano, la Maddalena e la Chiesa di Santa Maria, fondata dal giudice Aminad. Intorno a queste fondazioni religiose ferveva la vita di una delle più importanti comunità greche della Puglia. Arriviamo in Piazza Duomo, osservata e difesa da due imponenti leoni stilofori in pietra della Cattedrale che rappresentano, quello a sinistra il potere spirituale, quello a destra il potere temporale. Capolavori di arte pugliese del 1533. Al centro, sorge il Monumento ai Caduti nell'eroica resistenza dell'8 maggio 1799, pregevole opera dello scultore Arnoldo Zocchi. Su di essa prospetta una fiancata della Cattedrale dell'Assunta per la quale è d'obbligo un'accurata visita. La Cattedrale fu costruita per espressa volontà dell’Imperatore Federico II, contemporaneamente alla fondazione della città, nel 1232 e, parzialmente distrutta da un terremoto, fu ricostruita, circa un secolo dopo, nel 1316. Lo stile architettonico è costituito da un insieme di elementi così ben coordinati da offrire bellezza armonica ed unitaria ed un effetto di perfezione, leggerezza ed agilità. L'originario stile romanico - pugliese, da alcuni classificato più propriamente "federiciano", si osserva meglio sulla fiancata destra scandita da sette arcate e ornata di un bel portale eretto dal re Roberto d’Angiò. Nel 1534, la bellissima porta principale fu situata nella facciata opposta e il campanile si trovò sul davanti del tempio. Intorno al 1560, fu costruita una torre campanaria simmetrica, elevata, nel 1587, insieme al campanile. Successivamente, nel 1729 furono aggiunte le cuspidi e, ancora più tardi, il pavimento fu rivestito in marmo e con marmo e dorature furono adornate anche le colonne. Nel 1858, al posto del Sedile fu costruita la Torre dell'Orologio in stile neo-gotico. La bellezza originaria è però rimasta inalterata. L'intera struttura trova il suo punto di equilibrio e simmetria nel meraviglioso rosone, capolavoro della scultura pugliese del 1300, dal cui occhio centrale, sembrano irradiarsi 15 colonnine legate da archetti intrecciati a raggiera. È però il Portale, gotico e forse dei primi anni del 1400, a lasciarci stupiti. È tutto un trionfo di decorazioni e sculture. Sugli archi della porta sono scolpite 22 scene, tra quelle più significative della vita di Gesù. Al centro, nella lunetta, vi è la Madonna in trono con Bambino tra due angeli, e in basso, sull'architrave è raffigurata l'Ultima Cena con il Cristo posto sul lato sinistro mentre riceve il bacio di Giuda. L'interno mostra tutta la sua imponenza. L'impianto è di una basilica a tre ampie navate con colonne e pilastri, dai bellissimi capitelli, quasi certamente di origine sveva. I restauri e le ultime ristrutturazioni, avvenute attorno al 1850, per opera di mons. Falconi, hanno ridefinito l'immagine della chiesa. Si osservi, ad esempio, il controsoffitto o l'intera decorazione interna, carica di marmi e stucchi colorati. A questi anni risale anche l'organo monumentale. Per qualità, ricchezza e grandezza dei suoni è tra i più completi organi di Puglia: ha ben 29 canne e i suoi registri riescono a riprodurre un'intera orchestra. La Cattedrale, inoltre, possiede due importanti tele della pittura dell'Ottocento italiano. Altre opere, ancora più antiche, arredano con garbo e gusto la Chiesa. Prima fra tutte, l'elegante ambone in pietra scolpita, all'incirca del 1545; poi, del 1587, è il Presepe in pietra. Per ospitare i canonici furono realizzati 68 stalli (sedili del coro) in legno di noce, minuziosamente lavorati. Di pari bellezza e precisione anche la sedia riservata al Vescovo. Spostando di poco lo sguardo possiamo osservare l'altare in marmo del 1700 con il grande dipinto raffigurante l'Assunzione al cielo di Maria, opera del 1545. La Cattedrale custodisce altre preziose opere come l'armadio a muro, in noce, del 1547. L'imperatore Federico tenne per se e per i propri successori il diritto di scegliere il prelato della chiesa palatina, proprio come se si trattasse della cappella del palazzo regio. Questa situazione rimase inalterata per quasi sette secoli fino al 1929, anno dei Patti Lateranensi, quando fu nominato il Vescovo da parte del Papa. Di fronte alla Cattedrale troviamo il Palazzo Melodia supportato dalle colonne di marmo breccioso altamurano. Piazza Duomo rappresenta il cuore della città antica, luogo di svago e di incontro, ricca di palazzi in stili e culture diverse. Lungo la via che da Piazza Duomo conduce a Piazza Don Minzoni (l'antica piazza delle Fosse) troviamo il Monastero e la Chiesa di Santa Chiara (XVII-XVIII sec.) che ospita una comunità di suore di clausura. Nel 1519, il nobile altamurano Antonio de Cobutis destinava con lascito testamentario tutti i suoi beni per l'edificazione di un monastero e di una chiesa dell'Ordine di Santa Chiara. Nel 1530, tuttavia, fu edificata solo una piccola cappella con Oratorio. Dal 1667 al 1679 fu realizzato l'edificio monastico con il consenso di Papa Alessandro VII, consacrato il 15 novembre 1682. All'interno, nonostante i numerosi e recenti rimaneggiamenti, sono visibili il chiostro, il refettorio, il cenacolo e il parlatorio. La facciata della chiesa, completata negli anni 1705-1706, è scandita in due ordini da un aggettante cornicione e animata da nicchie con statue raffiguranti l'Immacolata, San Francesco e Santa Chiara. Il campanile, ricostruito negli anni 1722-1723 a causa di un precedente terremoto, è caratterizzato da due diversi tipi di bugnato. L'interno è ad aula unica con nicchie laterali e, l’arredo è costituito da cornici, porte, soprapporte e pulpito in legno intagliato e policromato, tradizionali nel disegno ma di pregevole fattura. Dalla Piazza si dipartono più vicoli stretti e tortuosi ove si susseguono i caratteristici claustri, esempio di tipologia urbanistica singolare e particolare di Altamura, nati dalla fusione di due diverse soluzioni tipologiche: quella greca del cortile e quella araba del vico a budello che termina spesso con uno slargo o piazzetta. Nella città vecchia esistono circa 200 claustri, ancora oggi abitati. Proseguendo per il Corso Federico II di Svevia, arriviamo a Porta Matera, dove si eleva la Chiesa di Santa Maria del Soccorso, oggi San Francesco da Paola (XVI-XVIII sec.) annessa all'omonimo monastero ampliato nel 1872 per ospitare l'Asilo Principessa Margherita di Savoia. Sui capitelli del chiostro (XVI sec.) sono scolpite le armi dei Farnese e della città di Altamura. La balconata, che si affaccia sul giardino interno, è ornata con mascheroni augurali. Corso Federico II termina in Piazza Resistenza dove, a sinistra, sono visibili tratti di mura medioevali con il particolare della "coscia di Pipino il tiranno". Proseguendo si giunge in Piazza Zanardelli ove si affaccia la Chiesa di San Domenico (XVI-XIX sec.) che presenta all’interno dipinti e altari in marmo del XVIII sec. e un pavimento maiolicato datato 1750. Il Palazzo degli Studi, situato in Piazza Zanardelli, è sede dell’Archivio - Biblioteca - Museo Civico costituito il 19.10.1949, riconosciuto Ente Morale dal Presidente della Repubblica. Infatti custodisce una delle più ricche biblioteche della Regione. Il nucleo originario di questa imponente raccolta proviene dalla Biblioteca Comunale nella quale sono confluite anche le dotazioni del Regio Liceo Ginnasio e del Monte a Moltiplico, istituzione cittadina che, pur nata con finalità diverse, nel 1700 aveva sostenuto la Regia Università degli Studi di Altamura e nel secolo successivo, le Scuole Superiori. Conta, attualmente, oltre 80.000 volumi a carattere prevalentemente storico-letterario ed è ricca di edizioni pregiate. Riceve, per abbonamento e per scambio, oltre 115 periodici, contando complessivamente circa 1000 testate. Di notevole interesse le collezioni di opuscoli e di periodici locali. L'Archivio raccoglie il fondo pergamenaceo originale del Comune, oltre ad una interessante raccolta di materiale cartaceo. Altrettanto importante l'archivio fotografico e dei disegni architettonici dell’800 e del '900. La collezione museale, costituita da vasellame preistorico e della Magna Grecia insieme ai tesoretti di monete ritrovati nel territorio di Altamura, è stata trasferita nel Museo Archeologico Statale, situato in Via Santeramo. Proseguendo per Via dei Mille, troviamo il Teatro Mercadante, costruito nel 1895 in occasione del 1° centenario della nascita di Francesco Saverio Mercadante, presenta tre ordini di palchi ed un ampio loggione con il sipario dipinto nel XVIII secolo.

Il Santuario Madonna Buoncammino
Fuori dalle mura cittadine, sulla strada che anticamente portava a Bari, ossia sulla Via per La Mena, gli abitanti della città scavarono una nicchia con l’immagine della Madonna per proteggere il viandante lungo il cammino che si snodava attraverso la Murgia. Qui, nel 1747, il canonico Giambattista de Nicolai, costruì una Cappella che, nel 1844 fu affiancata da una più grande, con volta a botte, dotata di organo e arredi sacri. Per soddisfare la devozione popolare dei viandanti, poi, fu aperta una porta laterale, con architrave e stipiti in pietra e uno spioncino attraverso il quale i fedeli potevano vedere l'immagine della Madonna e invocarla. Nel 1950, a ricordo dell'Anno Santo, Monsignor. Rotolo, prelato Ordinario di Altamura, elesse la chiesetta a Santuario con tutti i privilegi che tale titolo comportava. Nel 1965 il Santuario fu affidato alla cura dei Padri Barnabiti i quali operarono un adattamento creando due cappelle laterali, una dedicata al Sacro Cuore e, l'altra destinata a conservare l'immagine della Madonna. Oggetto di culto al Santuario sono l'affresco, che risale probabilmente all'inizio della seconda metà del '700, e la statua, rivestita con ricchi abiti che viene, da tempo memorabile, portata in processione, prima nella cappella campestre poi verso la città. Il 15 settembre 1954, ricordando il centenario della proclamazione del dogma dell'Immacolata, il Cardinale Masella fece dono alla Vergine e al Bambino di due corone d’oro realizzate con il prezioso metallo dei fedeli, fuso in Cattedrale, alla presenza del popolo, il 14 maggio 1954. Le corone erano state benedette personalmente dal Papa Pio XII.


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