|
Varia la tipologia delle abitazioni caratterizzate da un solo piano, da pianterreni o “bassi” con un unico vano quasi sempre privo di finestre o da sotterranei o “iusi”. Le case ad un piano superiore individuano le abitazioni dei “notabili”: Palazzo Matera, Gala, Bruni, Palazzo della Chiesa, ascrivibili ai sec. XV-XVI. All’interno della “Terra Vecchia” si trova una delle chiese più antiche della città: la Chiesa Madre (sec. XI-XII), ora Chiesa di San Francesco, dedicata in origine all’apostolo Pietro. Allo stile gotico si sono, nei secoli, susseguiti sovrapposizioni di stile romanico e bizantino. L’interno è apparentemente articolato in tre navate; si tratta, in realtà, di una navata maggiore, una navata minore di sinistra e una serie di ambienti e cappelle a destra, tra i quali si erge la parte inferiore del campanile. Caratteristica la sagoma poligonale delle sei cupole. Alla sommità di cinque di queste, si trovano motivi ornamentali a forma di pigna, mentre sulla cupola mediana della navata maggiore c’è un’aquila di pietra. Gli agostiniani stabilirono la loro sede all’interno della “Terra Vecchia”, in una chiesa dedicata a Santa Caterina. La facciata è in stile barocco semplice; l’interno è a una sola navata e comprende un confessionale del 1700 e l’artistico altare maggiore del 1882. All’interno del vecchio borgo si trovano la Chiesa di San Leonardo (sec. XV) e la Chiesa di San Giuseppe. La Chiesa del Purgatorio è situata appena fuori le mura del borgo medievale e fu costruita dai Padri Gesuiti, giunti nel 1578. Nasce come cappella di un complesso architettonico più ampio che comprendeva anche il Palazzo del Gesù. Nella seconda metà del XVIII sec., furono operate modifiche strutturali con la creazione di volte e l’aggiunta, sul lato sinistro, di una piccola navata laterale. Fu innalzata anche la facciata che culmina in un frontone con timpano ornato di motivi floreali. Di pregevole fattura il timpano del portale d’ingresso che presenta elementi scultorei ed epigrafici. L’interno risente dei molti rimaneggiamenti operati tra il ‘700 e l’800. La navata laterale è divisa in tre cappelle. L’altare maggiore, finemente intarsiato di marmi policromi, pietre dure e madreperla, è considerato uno più preziosi della Puglia. Posta fra Via Vittorio Veneto e Corso Garibaldi, la Chiesa del Carmine risale al sec. XVI e nasce come piccolo Convento dei Carmelitani. Ha tre navate, di cui la centrale è più antica. Da notare l’altare maggiore, risalente al XIX sec., in marmi policromi. La facciata è decorata con lesene, archi e nicchie, secondo il gusto barocco. Il campanile è in pietra calcarea martellinata. Poco distante, affacciato su Corso Garibaldi, sorge Palazzo Coccia-Cirillo, costruito nel 1779 da Giuseppe Coccia. Il palazzo e il giardino annesso occupano un intero isolato che si estende da Corso Garibaldi a Via Vittorio Veneto. Il palazzo presenta analogie con alcune ville vesuviane della seconda metà del ‘700 e va collocato nel periodo di trapasso tra Rococò e Neoclassicismo. Sulla contigua Piazza Matteotti si affaccia il Teatro Mercadante, inaugurato nel novembre del 1867 con la rappresentazione della prima opera del maestro Saverio Mercadante “La Vestale”. Poco distante, notiamo il neoclassico Palazzo Carmelo con facciata elegante e semplice. Ha forme armoniose con aperture simmetriche sui due piani. In corrispondenza dell’androne centrale, sormontato da un balcone, vi è una lunetta con bassorilievo e stemma di Cerignola. Nel piccolo cortile sono ospitate testimonianze dell’epoca romana: due testate di parapetto di un ponte della Via Traiana e un cippo sepolcrale. I rami delle due ampie scalinate si riuniscono in un piano coperto da volta sostenuta da otto colonne di ordine dorico. Su una delle più vaste piazze della città sorge il Duomo Tonti, costruito a seguito del generoso lascito di Paolo Tonti. La chiesa, aperta al culto nel 1934 ed eretta su progetto di Giuseppe Pisanti, ha la caratteristica cupola ottagonale di 80 metri, ultimata solo nel 1919. L’aspetto artistico della costruzione si impone per la grandiosità della strutture: lo stile risente dell’eclettismo architettonico tipico dei periodi di transizione. Sulla pianta a croce latina, infatti, con transetto e abside si elevano colonne e pilastri con archi gotici, mentre i rosoni delle facciate richiamano il romanico e la cupola riecheggia quella fiorentina del Brunelleschi. Interessanti l’uso dei materiali locali come il tufo di Canosa che riveste tutto l’esterno. L’interno conserva una tavola duecentesca raffigurante la Protettrice della città: la Madonna di Ripalta. Percorrendo Via Mascagni troviamo anche la Chiesa dell’Assunta: sobria nelle linee architettoniche. Alla costruzione fu successivamente aggiunto il campanile quadrangolare, in mattoni con cupoletta. L’interno è a navata unica; la volta a botte, decorata da affreschi e motivi floreali; il settecentesco altare maggiore è sormontato da un a immagine del Redentore. La cupola è semisferica. Sulle rovine dell’ex Convento di Santa Maria di Loreto fu costruita, nel 1882, la Chiesa di Sant’Antonio che presenta una sola navata, coperta da soffitto a cassettoni con decorazioni in stucco e completata all’esterno da un campanile. Ricordiamo, inoltre, tra i Palazzi storici: il Palazzo Ducale che originariamente era un castello con forma cilindrica, circondato da un fossato con due torrioni e l’ottocentesco Palazzo Manfredi con facciata ad archi a sesto acuto che incorniciano portoni e finestre. La Chiesa di Santa Maria delle Grazie (sec. XIV) è una delle numerose chiesette campestri sparse nell’agro di Cerignola, voluta e costruita da Lorenzo Luponis, nobile esule. La Chiesa è conosciuta anche con il nome di “Padre Eterno”. Ha un’unica navata, un presbiterio con resti di affreschi, una piccola abside e una campana datata 1904.
I CUNICOLI
I Cunicoli, strette gallerie sotterranee, risalgono ad un arco di tempo che va dall’XI-XII secolo al XVIII-XIX secolo, presentandosi ancor oggi in una fitta rete che dal Borgo Antico si allarga verso le principali direttrici della città. Di diversa struttura (moresca e gotica), avevano la precisa funzione di difesa dagli invasori stranieri.
TORRE ALEMANNA
A circa 16 chilometri dal centro abitato, sulla strada che conduce a Candela, si trova il complesso di Torre Alemanna che fu costruita, con la cinta muraria, dai cavalieri dell’Ordine Teutonico nel XII secolo. L’Ordine Teutonico, fondato in occasione della III Crociata (1190) istituì ventidue Balìe, di cui una in Puglia, che aveva la sede principale a Barletta e Case a Brindisi, Bari, Corneto e San Leonardo. La casa di Corneto, cioè Torre Alemanna, ebbe origine dalla concessione di Federico II, nel 1231, di due terre nel territorio di Ascoli Satriano presso Corneto. Era un ricco feudo a carattere cerealicolo-pastorale. Le Balìe cominciarono a decadere nel XV secolo. Se nei sec. XVI e XVII il feudo di Torre Alemanna rappresentò una struttura economica caratterizzata da una fiorente attività zootecnica, dal XVIII secolo andò progressivamente spostandosi verso un’economia prevalentemente pastorale. Nel 1817 fu aggregato al Tavoliere di Puglia, seguendo la sorte di tutti gli altri beni demaniali. La Torre ha un’altezza di oltre 20 metri. Era una casa torre a carattere difensivo, gotica per lo slancio delle strutture ma romanica per la chiusura delle mura e le piccole aperture.
IL PIANO DELLE FOSSE
Ubicato a sud dell’abitato in zona “San Rocco”, rappresenta in maniera significativa la vocazione contadina di Cerignola. In questo sito sono state realizzate, nei secoli, le fosse granarie che avevano, ed hanno, la funzione esclusiva della conservazione dei cereali e di altri prodotti quali semi di leguminose e mandorle. Le fosse hanno forma tronco-conica con capacità media di circa 450 quintali. Scavate in un terreno denominato “carpo”, hanno le pareti tinteggiate a latte di calce e, nella parte superiore, hanno una bocca circolare delimitata da quattro pietre. Un cippo riporta le iniziali del proprietario e un numero progressivo. Le fosse acquisirono maggiore importanza con la Dogana delle pecore in quanto, ad una fiorente pastorizia, si affiancò un’estesa coltivazione di cereali. Nel 1902 si contavano ben 1100 fosse contro le 625 di oggi di cui solo 200 circa ancora utilizzate. Il bene è posto sotto tutela essendo l’unico piano esistente in Capitanata.
IL MUSEO DEL GRANO
Il Museo del Grano, ospitato presso l’edificio storico di Monte Fornari dal 2002, è articolato in una serie di sezioni che riguardano non solo il ciclo del grano, ma anche quello della vite e dell’olivo. Quanto al grano gli oggetti esposti sono riferibili alle fasi di coltivazione fino alla conservazione con possibilità di visita al Piano delle Fosse dove, di fatto, sono conservati i cereali. Per il ciclo tradizionale di coltivazione della vite, sono esposti oggetti relativi alla preparazione del terreno, alla vendemmia fino alla vinificazione e, per l’olio sono esposti oggetti per la molitura delle olive e la preparazione dell’olio. Al settore agricolo si affianca un percorso tra gli antichi mestieri: funaio, fabbro, carraio e calzolaio mentre, un’altra sezione, espone reperti archeologici dauni ritrovati in località Pignatelli e Giardino.
IL MUSEO ETNOGRAFICO
Il Museo, ubicato in Viale Giuseppe Di Vittorio, ospita circa 2000 oggetti, raccolti e catalogati in ordine cronologico, esposti in più sale. Il settore A comprende testi e documenti della città risalenti al XVI secolo. Il settore B ospita statuette sacre, mentre, il settore C raccoglie testimonianza delle fornaci la cui esistenza a Cerignola risale al XVIII secolo. Nel settore D sono conservati reperti che vanno dal medioevo all’inizio del nostro secolo e, inoltre, l’immagine della Madonna di Ripalta.
Gli antichi mestieri artigianali sono ricordati nel settore E mentre, nell’F, è ricostruita l’umile casa del bracciante agricolo.
|